Articolo – Bando Sviluppo Filiera Moda: 100 milioni di euro per digitalizzare il Made in Italy
Il MIMIT stanzia 100 milioni di euro per tessile, abbigliamento, pelletteria, calzature, oreficeria e accessori. Non è solo un'opportunità di investimento produttivo: è il momento giusto per digitalizzare davvero la filiera, con il supporto di Havant.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha attivato una nuova misura da 100 milioni di euro a sostegno degli investimenti delle PMI della filiera moda. Il decreto attuativo, datato 6 agosto 2026, è stato firmato dal Ministro Adolfo Urso e reso pubblico lo scorso 10 settembre 2026: dà attuazione all’articolo 3 della Legge 34/2026 (Legge annuale sulle PMI), che aveva già destinato le risorse a valere sul Fondo per la crescita sostenibile.
Per le imprese del comparto, è un’occasione concreta per accelerare su un doppio binario: rafforzare la capacità produttiva e costruire l’infrastruttura digitale che permette di gestirla, tracciarla e valorizzarla. Vediamo come funziona il bando e perché conviene affrontarlo con una visione che va oltre il singolo investimento.
Gli obiettivi della misura
La misura punta a rafforzare l’integrazione dei processi produttivi realizzati in Italia lungo l’intera filiera, incentivare l’uso prevalente di semilavorati di origine italiana o europea e favorire i programmi di sviluppo presentati congiuntamente da più imprese: una scelta di campo precisa, in continuità con le altre iniziative a tutela della competitività del Made in Italy.
Chi può partecipare
Possono accedere alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, attive in almeno una delle attività elencate nell’Allegato 1 al decreto secondo la classificazione ATECO 2025. Il perimetro è ampio: tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature, ma anche profumeria e cosmetica, fibre sintetiche, alcune lavorazioni di legno, metallo e gomma per accessori moda, oreficeria, bigiotteria, occhialeria e progettazione di moda. Le domande possono essere presentate in forma singola o congiunta, da un minimo di 3 a un massimo di 6 imprese.
Quali investimenti sono finanziabili
Sono ammessi programmi di sviluppo tra 1 e 20 milioni di euro (non inferiori a 200.000 euro per singola impresa nei progetti congiunti), per creare, ampliare, riconvertire o ristrutturare un’unità produttiva, oppure acquisirne gli attivi. Per gli investimenti fino a 1 milione di euro è ammesso anche il semplice rinnovo di impianti e macchinari.
I programmi possono includere, entro limiti percentuali definiti:
- innovazione di processo e organizzazione, fino al 40% dell’investimento;
- formazione del personale, fino al 20%;
- per i programmi superiori a 5 milioni di euro, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Tra le spese ammissibili: suolo aziendale, opere murarie, macchinari e impianti nuovi, immobilizzazioni immateriali (quindi anche software gestionali) e consulenze specialistiche connesse al programma.
Come sono distribuite le risorse
Un quarto della dotazione è riservato alle micro e piccole imprese, il 40% ai programmi nelle regioni del Mezzogiorno. Le agevolazioni sono concesse come contributo a fondo perduto e, su richiesta, come finanziamento agevolato, secondo le intensità massime previste dal Regolamento GBER e dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale. In ogni caso, fondo perduto e finanziamento agevolato insieme non possono superare il 75% dell’investimento ammissibile.
Come funziona la selezione
Le agevolazioni non sono concesse a sportello, ma tramite procedura valutativa a graduatoria, che tiene conto di: copertura finanziaria del piano, rapporto tra EBITDA e investimento, certificazioni etico-sociali e strumenti di tracciabilità della supply chain. Sono previste maggiorazioni di punteggio per chi possiede il rating di legalità, la certificazione della parità di genere, utilizza prevalentemente semilavorati italiani o europei, presenta un progetto congiunto tra imprese di diverse fasi della filiera, oppure ha un’incidenza del costo del personale superiore al 15% del fatturato.
Le domande si potranno presentare solo online, con tempistiche che saranno comunicate su mimit.gov.it: conviene iniziare a prepararsi già da ora, perché tra la definizione del programma di investimento, la raccolta della documentazione e la costruzione del punteggio, il tempo utile è meno di quanto sembri.
Il contesto: cosa chiede la filiera al Tavolo Moda del MIMIT
Il decreto nasce all’interno di un pacchetto più ampio di misure per il settore, discusso a più riprese al Tavolo permanente della Moda presieduto dal Ministro Adolfo Urso, con Confindustria Moda e CNMI-Camera Nazionale della Moda Italiana tra i principali interlocutori. Al pacchetto complessivo, che comprende anche i contratti di sviluppo tradizionali, si affianca proprio questa misura dedicata ai mini-contratti di sviluppo, con soglia ridotta fino a 1 milione di euro: uno strumento pensato per essere accessibile anche alle PMI, e non solo ai grandi gruppi della filiera.
Dal confronto al Tavolo emergono con chiarezza le priorità che il settore chiede alle istituzioni, e che è utile tenere presenti nell’impostare un progetto di investimento:
- Tracciabilità e auditing condivisi lungo tutta la filiera. Confindustria Moda, con il presidente Luca Sburlati, ha più volte sottolineato la necessità di strumenti normativi chiari ed efficaci e di un sistema di auditing condiviso tra tutti gli attori della supply chain, anche per contrastare fenomeni di irregolarità e sfruttamento. Non a caso, tra i criteri premianti del bando compaiono proprio le certificazioni etico-sociali e gli strumenti di tracciabilità della filiera.
- Equilibrio tra rigore dei controlli e tutela della reputazione del settore. Lo stesso Sburlati ha invitato a evitare che la lotta all’illegalità nella filiera si trasformi in una sovraesposizione mediatica che colpisce ingiustamente l’intero comparto, ribadendo la necessità di strumenti normativi condivisi con le imprese piuttosto che imposti dall’esterno.
- Transizione digitale ed ecologica come condizione, non come opzione, per restare competitivi: un tema che torna in ogni intervento del Tavolo Moda e che il bando traduce concretamente ammettendo tra le spese finanziabili anche i software gestionali e i progetti di innovazione di processo.
In altre parole, il legislatore e la filiera stessa indicano la stessa direzione: chi investe solo in capacità produttiva, senza affiancarla con strumenti digitali di tracciabilità e controllo, coglie solo metà dell’opportunità.
Perché questo bando è un'opportunità più grande di quanto sembri
Guardando l’elenco delle spese ammissibili, salta all’occhio un dettaglio che spesso viene sottovalutato: le immobilizzazioni immateriali, cioè i software gestionali, e i progetti di innovazione di processo e organizzazione, finanziabili fino al 40% dell’investimento complessivo, sono equiparati a capannoni e macchinari.
È un segnale chiaro: oggi competitività produttiva e trasformazione digitale non sono due capitoli separati, sono la stessa cosa. Un investimento in un nuovo impianto che non è accompagnato da sistemi digitali capaci di tracciare, integrare e valorizzare i dati lungo tutta la filiera rischia di restare un investimento a metà — e di non intercettare nemmeno i criteri premianti del bando, che valorizzano esplicitamente tracciabilità della supply chain e certificazioni etico-sociali.
Per le imprese della moda, questo bando è quindi l’occasione per fare un salto che va oltre il singolo macchinario: costruire un’infrastruttura digitale end-to-end, capace di generare dati affidabili per rendicontare l’investimento, rispondere ai controlli del Soggetto gestore e, soprattutto, restare competitive negli anni successivi al progetto.
Come Havant può supportarti: non solo Panthera Textile, ma l'intero ecosistema di soluzioni e AI
Havant è un gruppo italiano specializzato in trasformazione digitale, gestione dei processi e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, con oltre 110 milioni di euro di fatturato, più di 700 professionisti e oltre 5.000 clienti in 6 paesi europei.
Per le imprese della filiera moda che vogliono cogliere questa opportunità, Havant mette in campo Panthera Textile, la piattaforma gestionale modulare pensata su misura per il settore, che copre 8 aree applicative: infrastruttura d’impresa, amministrazione e controllo, approvvigionamenti, CRM e vendite, produzione, logistica, sviluppo e progettazione, analytics.
I plus di Panthera Textile:
- PDM – Product Data Management, per gestire in modo strutturato dati tecnici, distinte base, varianti colore/taglia e cicli di sviluppo prodotto: un tassello centrale per la filiera moda, dove la fase di progettazione e sviluppo collezione è spesso il punto più critico da digitalizzare;
- Tracciabilità reale della filiera, con gestione di magazzino, ispezione tessuti e tracciabilità dei lotti;
- Una sola piattaforma per l’intera catena del valore, dalla progettazione agli acquisti, dalla produzione alla logistica, con dati sempre allineati — fondamentale per rendicontare l’investimento senza sorprese;
- Processi documentati e sotto controllo, con workflow strutturati e sistema qualità, utili per rispondere con facilità alle richieste di monitoraggio del Soggetto gestore;
- Continuità operativa in cloud, con dati sempre disponibili da qualsiasi dispositivo per l’intera durata del progetto, fino a 36 mesi.
Ma il supporto di Havant non si ferma qui. Il gruppo affianca le imprese della filiera moda con l’intero portafoglio di soluzioni, per costruire un progetto di investimento davvero completo:
- Digital Trust e firma digitale (AgileSign), per digitalizzare contratti, accordi di fornitura e rapporti con partner e distributori lungo tutta la filiera;
- Gestione documentale e Intelligent Document Processing (Docsweb, AI-Docs), per automatizzare l’acquisizione e la gestione di documenti amministrativi, di produzione e di compliance, riducendo tempi e margini di errore;
- Fatturazione e gestione documenti fiscali (Fattura Semplice, PEC Manager), per un back-office più snello ed efficiente;
- Progetti di intelligenza artificiale su misura, per estrarre valore dai dati generati lungo la filiera: dalla previsione della domanda al controllo qualità automatizzato, fino al supporto decisionale per la pianificazione della produzione.
Un progetto di investimento che integra Panthera Textile con queste soluzioni non è solo più solido dal punto di vista tecnico: è anche meglio posizionato rispetto ai criteri di valutazione del bando, perché dimostra un piano industriale coerente, tracciabile e orientato alla crescita nel tempo.
Import, export e documenti di trasporto: un nodo critico per la filiera moda
Le imprese della moda italiana vivono di scambi con l’estero: materie prime e semilavorati che arrivano da fornitori europei ed extra-UE, capi e accessori finiti che partono verso mercati di tutto il mondo. Ogni spedizione porta con sé un carico di documenti — bolle, CMR, fatture, dichiarazioni doganali — che se gestiti manualmente rallentano la logistica ed espongono a errori e ritardi negli sdoganamenti.
Havant supporta le imprese della filiera moda nella gestione digitale di questi processi:
- Documenti di trasporto intra ed extra UE, con gestione dell’e-CMR (lettera di vettura elettronica) al posto del cartaceo, per spedizioni più rapide e tracciabili;
- Connettori diretti con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), per l’interscambio elettronico dei dati doganali e la riduzione dei tempi di sdoganamento su import ed export;
- Connettori con l’Agenzia delle Entrate, per l’integrazione tra documenti di trasporto, fatturazione elettronica e adempimenti fiscali, in continuità con soluzioni come Fattura Semplice;
- Digitalizzazione end-to-end del flusso logistico-documentale, dalla spedizione del fornitore fino alla consegna al cliente finale, con dati sempre coerenti tra logistica, dogana e fatturazione.
Per una filiera che esporta e importa quotidianamente, questa componente non è un dettaglio tecnico: è parte integrante di quella infrastruttura digitale end-to-end che il bando stesso incentiva, e un tassello che si integra naturalmente con Panthera Textile e con il resto delle soluzioni Havant.